lunedì 11 aprile 2011

Flebili sentimenti primaverili

Generalmente isolarsi non porta grandi benefici se non concentrarsi su sè stessi alla ricerca di un nuovo Io. Quale occasione migliore della fresca mattinata primaverile senza troppi pensieri? Oggi è proprio una bellissima giornata, fuori dalla finestra si sentono gli uccelli che timidamente annunciano il bel tempo, anche se il mondo stenta a fermarsi ed a ragionare. Per una volta tendo a dimenticare i problemi e mi concentro sull'essenza della vita, il rumore del mare che picchia sulla costa mi fa da sottofondo, mi aiuta a pensare meglio, mi distrae dal caos di un periodo altrimenti privo di contenuto. La colonna sonora di queste giornate è il ritmo incessante del rock. La sera ci si ritrova fra amici tra un pensiero e l'altro, anche se in compagnia non si fa molto caso ai propri problemi e l'allegria offusca chi cerca a tutti i costi di portare via il sorriso alla gente. Il clima mite di questo periodo farà da cornice ad un nuovo inizio, mentre l'orizzonte viene oltrepassato più e più volte dai ricordi di giornate spensierate che difficilmente si riuscirà a riabbracciare. Con sguardo dimesso ritrovo il piacere di stare in compagnia, come quando le giornate erano sempre spensierate ed il domani non faceva poi tanta paura. Si, per una volta preferisco illudermi che oggi sia un bel giorno, e nessuno riuscirà nell'intento di riportare demoni nella mia testa, fra la nostalgia ed il rammarico per le scelte fatte, forse sbagliate o forse no. Spero che il tempo sia gentile, devo ammettere che questa calma apparente mi rende quieto e non fa vagare la mia testa per lande da troppo tempo rimaste desolate, il resto verrà da sè. E' già un inizio, riconoscere il battito del cuore senza dover poi ricercarne le cause nel passato, tra la paura e lo sconforto.

lunedì 8 novembre 2010

Pensieri sconnessi

Due anni son passati. Il vento soffia, silenzi fragorosi, assordanti. Utopie di legami. Discrepanze di pensieri. Incapacità di articolare i propri sogni. Essere il flagello di sè stessi. Il non pensiero, la non vita. Indecisione. Morte dell'amore. Ancora una volta. Ipocrisia, verità occulte. Sentieri bui. Pazzia. Speranze infondate. Religione. Società immatura. Vittimismo. Essere vittime delle proprie idee. Solitudine. La presunzione di creare qualcosa di eterno. Impazienza. Estrema volontà, ansia di ricominciare. Tremore, gola chiusa. Parole impronunciabili, emozioni supposte. Imbarazzi, bugie. Ricordi, frastuono. Bugie verso il proprio modo di ragionare. Storie. Racconti. Nessi, rapporti, immaginazione. Nobiltà d'animo, non basta mai. Demoni, cattivi pensieri, realtà felici. Destino. Presente, passato. Mille futuri, nessuno di questi scontato. Nessuna certezza. Appagamento intellettuale. Dibattiti, realizzare i propri obiettivi. Realizzarsi. Vivere la vita, passare oltre. Intraprendenza, recriminazione verso sè stessi. Buonismo, trasparenza. Fedeltà, digiuno, martirio, preoccupazione. Divieti, nostalgie, rancori. Il susseguirsi degli eventi, la storia che si ripete. Diverse sfaccettature. Rapporti incrinati, diversità. Anime cieche, superstizione. Lacrime, freddo. Labbra. Fumare, previsioni di un mondo distorto. Vivere una vita all'ombra di sè stessi, vergogna. Inquietudine, malattia. Pensieri sfuggenti, canti, cantilene. Luce soffusa, occhi chiusi. Adagiarsi fra incudine e martello, svegliarsi all'improvviso. Vivere una conversazione. Morale passivo, demoralizzarsi. Reietto, incapace, tardivo, lassista, mente vuota. Ideali irrealizzabili, vita mal vissuta. L'amicizia e l'amore, Amore, Amicizia. Scrivere per dovere, necessità. Scrivere per il gusto di farlo. Sentirsi in obbligo, spensieratezza. Cogliere l'attimo. Virtù incomprese, affetto. Affezionarsi in poco tempo. Motivazione, stregoneria. Alterazione dei sensi. Pochezza d'espressione. Capacità di sintesi, rispetto. Osservare la realtà, capirla. Evitare di piangere sul latte versato, gelosia, pietà, passione, disgusto, ribrezzo, fascino. Liberare la propria coscienza, distinguere. Meraviglia, stupore. Problemi, tanti. Soluzioni introvabili. Giudizi affrettati, bisogno. Carenze. Elemosina, disperazione. Ambiguità, prese di posizione. Altruismo non retribuito. Finta tranquillità, disastro. Instabilità, martirio, fine. Socializzare, rifiuto, negazione, impassibilità. Consigli, falsi ideali. Anima e corpo, dottrina, impegno, capacità, carattere. Sostanza, apparenza, divergenze. Traumi, carità. Oblio, insonnia, annichilimento, paura del domani. Niente è più lo stesso, niente sarà come prima. Emozioni cicliche, estremismo, svogliatezza. La soluzione più facile non esiste. Timore, morte. Turbine di pensieri, nessuno di questi realmente utile. Pochi dati di fatto. Interrogativi. Persecuzione. Capri espiatori comodi, concetti vani. Fugacità. Vanesio. Caducità. Fallimento. La vita ha davvero una logica?

lunedì 24 novembre 2008

Non sempre c'è un futuro


Mi manca il coraggio, dopo tutto questo tempo, per guardare negli occhi le persone a cui tengo. Voglio dire, so esattamente cosa dovrei fare, ma non si riesce mai ad imparare. Si sente in giro la gente che dice, senza un minimo ritegno, che spreco la vita per scrivere cose assurde che solo poche anime sono in grado di capire, eppure... Eppure non sempre si può aver la forza di dire la cosa giusta al momento giusto, quindi perché non farlo successivamente, tanto per rimediare in parte? La vita mi fa un po' paura, e non so mai cosa pensare, ma generalmente mi convinco che quello che ho sempre fatto è stato fatto dopo una scelta azzeccata. Questo non basta però a procurare una vita indolore, e spesso si è costretti a lottare contro la comune corrente dell'ignoranza e dell'oppressione per il diverso. Nonostante ciò non ho la forza sufficiente per alzare la testa e guardare oltre. Specie per gente che ,come me, pensa che l'uomo non è nulla più di un animale in grado di riflettere più a lungo degli altri. Questo non è un pregio, ma solo una tortura. Ci si inganna pensando di essere i prescelti tra gli esseri viventi, ma siamo solo una circostanza particolare. Per questo, con le relative debolezze, credo che scrivere, a volte, possa portare ad allungare la propria vita, nel ricordo di chi non ha intenzione di dimenticare. Anche se il tempo mi è avverso, e non c'è modo per ingannarlo, purtroppo. In realtà l'unico essere che cade negli inganni è l'uomo, e per questa malattia non esiste una cura. Perché si è liberi di credere a qualsiasi cosa. Lasciatemi dire che la speranza ha poca ragione d'essere d'innanzi ai fatti. Ed a pensarci bene ho scritto tutto questo solo per giustificare il fatto che non sono in grado di affrontare nulla della vita, neanche la vita stessa. E non perché lo voglia come qualcuno è stato abituato a pensare, non perché non ne sia capace, né tantomeno per causa di qualcun altro. Ma semplicemente per la sfortuna. Non importa se qualcuno intenderà queste parole come una scusa, ma un uomo che ammette una sua debolezza, se ne libera in parte, per come la vedo io. E ciò nonostante, dopo tanto tanto tempo, non ho mai più detto "ti amo" senza subito dopo pensare che sarà l'ultima cosa detta con sincerità prima della tomba. E mi spiace davvero di sembrar così catastrofico, ma la vita è fatta anche di catastrofi. Adesso che non si riesce più a parlare senza piangere subito dopo, non è più necessario stare ad aspettare che la vita sorrida, giusto perché è così. Non ha più alcun senso sperare in nulla. E adesso mi sono anche reso conto che è impossibile garantire la gente di scrivere in modo ricorrente ogni mese, perché la vita non sempre ti riserva qualcosa di interessante, e di certo la morte non porterà il contrario di ciò che ti aspetti. Forse perché se qualcuno rimane triste per tutta la sua vita, qualcun altro né rimarrà felice. Questo è quanto, mai più "ti amo" senza prendersi in giro. Probabilmente non l'ho mai detto intendendolo sul serio, perché, in quanto uomo, sono stato ingannato. Si sa: è nell'indole dell'uomo cadere in tranelli sentimentali, anche se ci si riflette su a lungo. Peccato solo per il resto della vita, ma meglio di così non poteva proprio andare.